MA LA BIRRA FA CRESCERE IL SENO AGLI UOMINI?

 

For a quart of ale is a dish for a king

Shakespeare | Racconto d’inverno, atto IV – scena III

 

Capita molto spesso di vedere uomini con un torace un po’ troppo “abbondante”. Con l’avanzare dell’età, questo fenomeno può essere dovuto a cambiamenti del normale assetto ormonale, ma nei più giovani (ed in coloro che ancora non si avviano verso le soglie di una indefinita mezza età) il problema potrebbe essere di natura diversa.

In medicina si parla di ginecomastia, che può essere dovuta o ad un accrescimento del volume della componente ghiandolare della mammella (ebbene si, anche noi maschietti le abbiamo!) oppure solamente ad un aumento del tessuto adiposo di quest’organo.

A questo proposito, di frequente mi si chiede: ma è vero che la birra ( o il pollo o altri alimenti) fa crescere il seno agli uomini?

L’ingrediente principale della birra, dopo l’acqua, è il malto d’orzo, vengono poi utilizzati lieviti – responsabili di fastidiosi gonfiori per alcuni – e diversi tipi di aromi.

Uno degli aromi più utilizzati è il luppolo (Humulus lupulus) il quale viene addizionato per la luppolina, un principio amaro che andrà a contrastare la dolcezza del malto.

Il luppolo contiene un fitoestrogeno, la 8-prenilnaringenina, che ha una potente attività estrogenica, molto più alta della maggior parte dei fitoestrogeni conosciuti. Tali composti non indicano una particolare classe chimica ma includono tutti i composti, derivati dalle piante, con una qualche attività estrogenica.

Ha un effetto sedativo – la commissione E della Germania ne ha autorizzato l’utilizzo per irrequietezza, ansia e disturbi del sonno – e anafrodisiaco ma non sembra implicato specificatamente ad un aumento di volume della mammella maschile se non quando assunto in quantità eccessiva e continuativa.

Il problema riguarda soprattutto l’alcol, l’etanolo, contenuto nella nostra rinfrescante bevanda:

  • influisce sui livelli di testosterone e di SHBG (la proteina che lega gli ormoni sessuali). Si è visto come il consumo settimanale di 20 unità alcoliche (circa 240 g, pari a 20 lattine di birra) porti ad un aumento di testosterone libero (con cambiamenti del metabolismo epatico dell’ormone, convertito in estrogeni) rispetto a chi ne consumi da 1 a 10 unità. Inoltre l’etanolo inibisce la trasformazione dei precursori – androstenedione e DHEA – in androgeni
  • l’aumento del tessuto adiposo provocato dall’assunzione di eccessive quantità di alcol causa un aumento dell’ aromatasi, che converte androgeni in estrogeni. Questo effetto, nell’uomo, comporta riduzione della fertilità, disfunzione erettile ed accumulo di grasso a livello del torace
  • il consumo cronico di etanolo, o occasionali binge-drinking, può provocare un indebolimento della funzione testicolare con conseguente diminuzione della sintesi di testosterone da parte delle cellule di Leydig –deputate alla produzione di questo ormone

Per di più, al diminuire della birra nel nostro bicchiere, aumenta in maniera inversamente proporzionale il nostro appetito… cosicché all’introito calorico della sola bevanda, dovremo sommare quello degli alimenti, di solito a basso costo o junk-food, ricchi di grassi trans e di negative conseguenze per la nostra linea.

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